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Venerabile
PADRE DANIELE DA SAMARATE
frate cappuccino missionario
lebbroso
Novembre 2025
Piccola Biografia in omaggio per te: Chiedila!
Cari amici,
Pace e bene.
Leggiamo ancora dal “Diario Missionario” di Padre Giulio Maria da Lombaerde, missionario della Sacra Famiglia, grande amico di padre Daniele, una commovente testimonianza della vita del Nostro Venerabile nel lebbrosario di Tucunduba. “Vittima del suo zelo, del suo amor di Dio e delle anime” padre Daniele offre uno splendido esempio di fedeltà e di generosità evangelica. Come dice un antico proverbio: Verba movent, exempla trahunt (le parole incitano, gli esempi trascinano).
fra claudio todeschini
vicepostulatore
Padre Daniele: una vittima dello zelo
Era lui... vittima del suo zelo, del suo amor di Dio e delle anime... aveva contratto il terribile male della lebbra nel mezzo dei suoi cari indigeni. Sentendo che era condannato, aveva chiesto ai suoi superiori di andare ad abitare là, in Tucunduba, in questo cimitero di vivi, per esercitare il ministero sacerdotale tra gli infelici consumati dalla stessa sua malattia.
E là, per sette anni, ha continuato a salvare anime... in quanto poteva camminare, è diventato il padre, il consolatore, la guida, la mamma dei poveri lebbrosi.
Li catechizzava... li confessava... li induceva a ricevere i sacramenti... li aiutava a morire... e, con l’autorizzazione del Santo Padre, l’umile lebbroso saliva il santo altare, tutte le mattine. E lui, l’umile vittima dello zelo, offriva al Padre Eterno l’eterna Vittima dell’amore per la salvezza dei suoi fratelli.
Non so dire, per quale miracolo della divina bontà, lui riusciva, con quelle sue mani storpiate e tremanti, a stringere l’Ostia adorabile e il calice della rigenerazione!... ma lo faceva... e il Dio dell’amore veniva, ogni mattina, tra le estremità di carne senza forma, che rappresentavano le dita di questo eroico figlio di S. Francesco.
Adesso, lui non può più uscire di casa. Cieco e con il corpo trasformato in una piaga viva... tuttavia, quando un lebbroso sta per morire, chiede che lo portino con la lettiga e lo mettano vicino a lui. Alzando la mano tremante su quest’altro straccio umano, fa scendere su di lui la misericordia e il perdono per mezzo della Confessione e dell’Unzione degli Infermi.
Si può immaginare qualcosa maggiore, più eroica e più poetica allo stesso tempo?
E là, nascosto al mondo... sotto lo sguardo di Dio e vicino al cuore di questi poveri lebbrosi, che il santo religioso chiama così teneramente di “suoi figli”, P. Daniele sta morendo... muore sorridendo e consolando gli altri.
- Ogni pezzo del mio cadavere che cade - mi diceva, sorridendo - mi avvicina un passo in più al buon Dio!
Oh! religione divina che produce tali meraviglie di eroismo e di amore!
(...) Mi fermo qui perché l’emozione mi impedisce di continuare a presentare simili eroismi. La Vittima generosa sta morendo... ferita dai piedi alla testa... la lebbra abominevole lo sta sacrificando!
Ecco le mie prime impressioni... Quando andrò a visitarlo un’altra volta, le scriverò più dettagliatamente su di lui fino al giorno in cui piacerà a Dio mettergli la corona della gloria sulla fronte aureolata dalla sofferenza e dalla santa rassegnazione.
Addio, stimato padre. Preghi per me e per le nostre opere perché possiamo sempre essere all’altezza della nostra missione e dei progetti del Buon Maestro.
Continuo sempre unito a Gesù e a Maria.
PREGHIAMO
con il papa san Paolo VI
Signore Gesù!
Eccoci pronti a partire
per annunciare ancora una volta
il tuo Vangelo al mondo,
nella quale la tua arcana,
ma amorosa provvidenza
ci ha posti a vivere!
Signore,
prega, come hai promesso, il Padre
affinché per mezzo tuo
ci mandi lo Spirito Santo,
lo Spirito di verità e di fortezza,
lo Spirito di consolazione,
che renda aperta, buona ed efficace,
la nostra testimonianza.
Sii con noi, Signore,
per renderci tutti uno in Te e idonei,
per tua virtù, a trasmettere al mondo
la tua pace e la tua salvezza.