giugno
2026

Venerabile

PADRE DANIELE DA SAMARATE

frate cappuccino missionario

lebbroso

 

Giugno 2026

 

 

    

 Piccola Biografia in omaggio per te: Chiedila!

      

            

        Cari amici,

Pace e bene.

 

        È ancora l’intervista rilasciata dal missionario padre Paolino Pegurri a padre Apollonio Troesi nel 1994 a “tenere banco”. Per noi è sempre una scoperta sentire raccontare la vita dei nostri missionari, testimoniare con semplicità l’eroismo quotidiano di tanti e, come afferma padre Paolino, non si pensava neppure di avviare Processi di Beatificazione. Eppure, alla lunga, il bene si fa evidente, rende gloria a Dio e quando delle persone “non si può parlarne che bene” si costata un miracolo… Così è detto del nostro padre Daniele.

fra claudio todeschini

vicepostulatore

 

 

“Non possiamo parlarne che bene”

 

- Ci fa piacere che tu abbia citato P. Eliodoro. È una fonte di primaria importanza per noi ricercatori...  Doveva essere davvero “appassionato” per P. Daniele perché anche P. Mario Falcetti ci ha scritto che P. Eliodoro gli parlava spesso di P. Daniele, esaltandone come sapeva fare lui con quel suo inimitabile linguaggio brasiliano-meneghino, la pazienza e la santa rassegnazione...

Parlaci adesso di te. Tu, personalmente, cosa puoi dirci di P. Daniele?  Non l’hai conosciuto - è chiaro - ma anche così puoi confermarci e documentarci quella “fama santitatis” che - ci dicono - ha sempre accompagnato il Nostro Padre in questi anni dalla sua morte santa?

 

            Certo che posso e lo faccio volentieri perché ho molte cose da dichiarare dall’alto dei miei ricordi personali.

            Sono arrivato in Brasile il primo novembre 1939 - una bella manciata di anni fa - e siccome l’Obbedienza santa mi ha mandato a servire a più riprese nei luoghi santificati dalla presenza e dall’attività di P. Daniele, mi sono reso personalmente conto che la sua memoria non era affatto spenta, anzi... Molte volte chiamato per assistere infermi, ho percorso in Belém da cima a fondo quel quartiere dove lui era vissuto per dieci lunghi anni, prodigandosi, nonostante la terribile malattia, per la salvezza spirituale dei suoi fratelli di sofferenza. In queste mie visite ho incontrato sempre persone che lo avevano conosciuto e loro spontaneamente mi narravano della sua bontà, del suo zelo per le anime, del suo amore misericordioso che riversava in tutti quelli che si rivolgevano a lui. Mi dicevano: sapeva farsi amare, tutti ricevevano parole di conforto e anche aiuti materiali, ottenevano favori perché P. Daniele era molto conosciuto e stimato nelle alte sfere del Governo. Purtroppo, in quei miei verdi anni “brasiliani”, nessuno di noi si preoccupava di raccogliere queste testimonianze vive che adesso sarebbero preziosissime per il Processo diocesano, primo passo di quel lungo complicato cammino che porta alla canonizzazione.

            Erano tempi così: per i nostri primi missionari e, per riflesso, anche per me novellino era più che normale che i Frati di stanza in Brasile fossero buoni e servizievoli e santi e disponibili fino allo spasimo. Certo, faceva piacere sentir parlare bene dei Confratelli, ma nessuno pensava di metterli sugli altari. La bontà anche eroica rientrava nella “norma”!

            Ci hanno pensato loro: i poveri, gli ammalati, i lebbrosi, la gente semplice del popolino che non ha mai dimenticato P. Daniele. Meno male!

            E anche quando ho avuto la fortuna di visitare il Prata, la famosa Colonia agricola fondata da P. Carlo nel 1898 e sono andato ospite dei Padri Missionari della Congregazione della Santa Croce, anche in quella occasione ho avuto la gioia di trovare persone che avevano conosciuto P. Daniele, 30-35 anni prima, quando era Direttore-Amministratore della Colonia stessa e con quanta stima e affetto me ne parlavano!

            Dichiarazioni spontanee, semplici, ripetitive, se si vuole, ma profondamente sincere. Del resto, che interesse potevano avere a venirmi a narrare tutte queste cose? Io non vivevo lì; non potevano aspettarsi niente da me che abitavo a molti chilometri di distanza... eppure mi avvicinavano per farmi sapere quanto avevano stimato, amato e apprezzato P. Daniele e quanta nostalgia sentivano tuttora di lui.

            Ricordo con commozione un vecchietto malmesso in salute e sulle gambe che mi è corso dietro - si fa per dire - solo per gridarmi ansante: - Oh, Frei, solo tudo de bom si poteva dire di P. Daniele... non potevamo e non possiamo parlarne che bene!

 

 


PREGHIAMO 

Vita dei santi, Cristo, unica via,

o sola speranza del mondo,

o sorgente di pace e di giustizia,

voci e cuori a te inneggiano.

 

Se qualche luce di virtù tu vedi,

ogni parola vera,

ogni infiammata volontà di bene,

è, Signore, tua grazia.

 

Dona quiete ai tempi incerti,

salda custodisci la fede,

rinvigorisci i deboli,

perdona i peccatori.

 

Gloria si canti al Padre

e all’unico suo Figlio,

dolce si levi la lode allo Spirito

negli infiniti secoli.

Amen.