marzo
2026

Venerabile

PADRE DANIELE DA SAMARATE

frate cappuccino missionario

lebbroso

 

Marzo 2026

 

 

    

 Piccola Biografia in omaggio per te: Chiedila!

      

                       

 

            

           

Cari amici,

Pace e bene.

 

Padre Camillo Micheli, missionario in Brasile fin dal 1938, ha pubblicato due libri in portoghese su padre Daniele: “O Gigante do Prata” e “Cançoes ao sofrimento” contribuendo con molta passione a tenere viva la memoria e a diffondere la bella testimonianza del nostro Venerabile. Nella “dichiarazione” che leggiamo (16 agosto 1992) ci svela quanto accadde un giorno a Belém…

Le vie del Signore sono sempre fonte di stupore!

 

fra claudio todeschini

vicepostulatore

 

 

“Il leggendario lebbroso di Tucunduba”

 

 

            Sembrava che si perdesse nel silenzio del sepolcro e nell’oblio degli uomini la figura di P. Daniele da Samarate, il leggendario lebbroso di Tucunduba, ma invece è risorta in questi tempi nel ricordo delle sue virtù.

            Il soffio dello Spirito Santo, l’ardore della pietà popolare, come fiaccola olimpica della fede, passando di padre in figlio, hanno rivoltato la terra che copriva la sua sepoltura. L’approvazione della Chiesa paraense nella persona del suo degno vescovo, l’impegno della Vice-Provincia presso la Congregazione dei Santi in Roma, la voce unisona del popolo che ha conservato la sua memoria per tanti anni, sono state le “molle” che hanno riportato imperiosamente alla ribalta il nostro Confratello, realizzando così la profezia contenuta nella mistica risposta di N. Signora dei Pirenei a P. Daniele in preghiera: “Va in pace... vigilerò su di te perché il tuo sacrificio sia per la maggior gloria di Dio e delle anime”.

            Al Processo in corso per la Beatificazione di P. Daniele, nel mosaico degli avvenimenti che hanno diretto la sua vita, voglio mettere la mia pietruzza come ricordo, ricostruendo una circostanza storica del momento più triste della sua vita.

            Nel 1938, appena arrivato dall’Italia, sono stato destinato al Convento di Belém, come Parroco delle numerose parrocchie dell’entroterra e come compagno di viaggio dell’Arcivescovo Mons. Lustosa nelle Visite Pastorali. 

            Un giorno, riassettando una cella del convento riservata agli ospiti, ma quasi abbandonata e che forse, a giudicare dai numerosi scaffali, serviva da archivio durante il superiorato di P. Giampietro, nell’aprire un cassetto pieno di polvere dell’armadio, ho visto un foglio di carta piegato di cc.28x20 che sembrava una lettera, come di fatto era, già ingiallito dal tempo. Sono stato preso dalla curiosità, soprattutto dopo aver letto il nome dell’autore: P. Daniele da Samarate.  

            Di questa lettera, così lunga e densa, non posso citare che poche parole dirette al suo Superiore: “Una macchia violacea e ribelle a qualsiasi cura si è formata sull’alluce del mio piede sinistro e si sta diffondendo”. Un altro brano, sempre all’inizio, continuando nella descrizione dei sintomi: “Quando al mattino mi lavo la faccia trovo nell’acqua del catino molti peli delle mie sopracciglia”.

            Lo scrupolo, trattandosi di una lettera di archivio, la mia poca esperienza e nervosismo, per avere io appena 26 anni ed essere arrivato da poco in missione, la paura di contaminarmi al toccare il foglio, soprattutto il poco interesse della Provincia e della Missione a una eventuale beatificazione di P. Daniele, tutto questo ha influito perché la lettera ritornasse dalle mie mani al suo luogo, nel silenzio crudele e ironico di un cassetto.

            Ci conforta il pensiero che Dio, per la glorificazione dei suoi Servi fedeli, supplisce agli sbagli umani...

 

 

 


PREGHIAMO 

O Gesù, missionario del Padre,

il tuo avvento tra noi

ci ha svelato il mistero

del nostro gioioso destino

di amici e di figli di Dio.

 

Sei tu, o Signore,

l’unico Salvatore del mondo,

venuto nel grembo della storia;

ma hai bisogno della nostra voce per parlare,

hai bisogno del nostro cuore per amare,

hai bisogno della nostra vita per comunicare la tua vita.

Fa’ che la tua grazia tutti ci avvolga e ci scuota

come il vento della Pentecoste,

perché siamo al servizio dell’unica missione.

 

Il tuo Spirito, o Signore, irrompa

nel cuore del nostro paese,

perché spalanchi ogni porta a Cristo

e ridesti una coscienza vera di Chiesa

ospitale per tutti e solidale con gli ultimi.

Amen.