febbraio
2026

Venerabile

PADRE DANIELE DA SAMARATE

frate cappuccino missionario

lebbroso

 

Febbraio 2026

 

 

    

 Piccola Biografia in omaggio per te: Chiedila!

      

                       

 

            

           

Cari amici,

Pace e bene.

 

Anche suor Teresinha Maria de Benedetinos, ex Superiora generale delle Suore Missionarie Cappuccine, a nome delle “sorelle più anziane e ammiratrici di P. Daniele”, scrive al papa Giovanni Paolo II chiedendo la beatificazione di padre Daniele da Samarate (24 luglio 1991).

La suora, che ben conosce la storia dei primi decenni della missione in Brasile dei Cappuccini, mette in luce  con attenzione e profondità “le peculiarità della personalità” del nostro Venerabile.        

 

fra claudio todeschini

vicepostulatore

 

 

“Un servo buono e fedele”

 

            Beatissimo Padre,

            con immensa gioia ho saputo del processo informativo per la Causa di Beatificazione di P. Daniele da Samarate, Missionario Cappuccino. Supplico il buon Dio che questa grazia, quanto prima, sia concessa alla sua Chiesa, che P. Daniele ha aiutato a piantare nel nord del Brasile, con il suo dinamismo apostolico e, più efficacemente, con i suoi esempi di umile francescano, vittima del suo donarsi agli ammalati, presso i quali ha contratto la lebbra, che lo ha condotto ad un lungo e dolorosissimo calvario, nel pieno vigore della sua giovinezza.

            Da quando sono entrata nella Congregazione delle Suore Missionarie Cappuccine (1953), ho sentito racconti sui primordi del nostro istituto, che si intrecciano con le attività missionarie dei pionieri cappuccini che, a partire dall’ultima decade del secolo scorso, dalla Lombardia si sono diretti al Nord del Brasile, spinti dal desiderio di evangelizzare i nostri indigeni. P. Daniele faceva parte, nel 1898, di uno dei primi gruppi di giovani missionari.

            La nostra Congregazione, fondata in terre paraensi (1904), con la specifica finalità di collaborare nella formazione cristiana, nelle scuole della Missione Cappuccina, ha avuto come primo campo apostolico la Colonia di Sant'Antonio del Prata, dove P. Daniele era superiore ed anche direttore dell'Istituto che, allora, comprendeva i due collegi: quello maschile, sotto la direzione dei Frati, e quello femminile, che fu affidato alle prime Suore dell'Istituto appena fondato dal superiore della Missione, P. Giampietro da Sesto San Giovanni, grande amico di P. Daniele.

            Le innumerevoli testimonianze che, emozionata, ho potuto raccogliere da varie Suore, che da vicino avevano conosciuto P. Daniele, recentemente, le ho viste confermate nel libro "O Gigante do Prata", scritto dal suo confratello Michele (Camillo) Micheli. Tanti esempi degni di fede si sono concatenati nel mio spirito, formando il profilo di un "uomo giusto", secondo la concezione biblica, i cui esempi sono degni di imitazione. Qui mi è grato ricordare due peculiarità che mi sembrano ben significative nella personalità di P. Daniele:

            - abbandono filiale, misto di Fede e di Speranza, che lo ha portato a mettersi nelle mani di Dio, e serenamente, ricevere il "calice" dell'infermità e camminare su una strada ardua, dolorosa e umiliante, che lo avrebbe segregato dalla convivenza dei suoi confratelli e amici;

            - benevolenza compassionevole, che sempre straripava dal suo cuore magnanimo, rivelando alle nostre formande, ai suoi alunni, infermi e poveri la tenerezza del Cuore di Cristo. E questa tenerezza divina, che lo confortava, fioriva nel perdono e nell'accoglienza fraterna di quelli che lo offendevano e maltrattavano, come pure nella dedizione eroica a tutti quelli che avevano bisogno del conforto dei sacramenti, di una parola di coraggio o della sua presenza amica, che irradiava pace e gioia.

            Quasi settant'anni ci separano dalla morte di P. Daniele, però il suo ricordo è vivissimo, nella nostra Congregazione e tra il popolo di Dio, particolarmente tra la gente del Pará, i cui antecessori hanno usufruito della prodigalità della sua dedizione apostolica e molti hanno testimoniato l'eroicità delle sue virtù.

            Santissimo Padre, è a nome delle mie Suore anziane e ammiratrici di P. Daniele, come pure a nome degli innumerevoli fedeli, suoi amici, che, umilmente prostrata ai vostri piedi, supplico la grazia della Beatificazione di questo servo buono e fedele, sicura che essa sarà la proclamazione delle meraviglie operate in lui da Dio, e motivo singolare di gioia ai suoi amici, consolazione, incitamento e viva speranza alle innumerevoli vittime di malattie lunghe e  dolorose.

            Questa Beatificazione sarà inoltre una Benedizione speciale per la grande Famiglia Cappuccina, soprattutto per tutti noi che abbiamo avuto la grazia di, con profonda ammirazione e affetto, contemplare l'itinerario di P. Daniele da Samarate.

            Con sentimenti di filiale devozione, in Nostro Signor Gesù Cristo.

 

 

 


PREGHIAMO 

O Padre,

che affidi alle nostre mani

le meraviglie della creazione e i doni della grazia,

rendici servi operosi e vigilanti,

perché facciamo fruttare i nostri talenti

per entrare nella gioia del tuo regno.

Benedetto nei secoli dei secoli.

Amen.