aprile 2024

Venerabile

PADRE DANIELE DA SAMARATE

frate cappuccino missionario

lebbroso

 

Verso il centenario della morte / 12

 

Aprile 2024

 

 

 

           

Cari amici,

Pace e bene.

 

            Eccoci ormai prossimi al centenario della santa morte del Venerabile padre Daniele da Samarate. Cento anni di Cielo per gli anni vissuti sulla terra seguendo le orme di Gesù Crocifisso e Risorto. Gustiamo la gioia della Comunione dei Santi perché padre Daniele è vivo! Dal 19 maggio 1924 è incessante la sua missione per i piccoli, i poveri i lebbrosi. Un coro unanime canta con lui “A Deus louvado” - Dio sia lodato per tutto quello che fa!

 

fra claudio todeschini

vicepostulatore

 

 

 

Padre Daniele, chi sei tu?

 

 

Sono un povero frate cappuccino

che il Signore ha amato e chiamato

a diventare missionario del suo Vangelo.

 

Sono partito da Samarate

pieno di entusiasmo,

ho sentito l’appello dei semplici, degli indios

un invito che veniva da lontano

e sono arrivato nell’immenso Brasile.

 

Ho amato questa gente, piccoli e grandi,

ho messo tutto me stesso

nelle avventure in cui mi sono trovato.

A cavallo, in barca, a piedi

ho percorso tante leghe di Vangelo

perché non mi sono mai dimenticato

di essere con i miei frati

un  inviato di Gesù.

Nel cuore dei bambini ho seminato la carezza del Padre

mi sono adoperato per l’unità delle famiglie

ho contribuito a fare della Colonia do Prata

una cittadella di progresso e di pace.

 

 

Perché, P. Daniele,

hai le mani e i piedi fasciati?

 

 

Amico mio,

la carità non dice mai basta.

Nel mio lavoro apostolico ho incontrato i lebbrosi

e sono diventato uno di loro.

È stata una grazia grandissima che il Signore mi ha fatto

e che sua Madre a Lourdes mi ha confermato.

Ho imparato ad offrire me stesso.

Sono diventato molto simile a Gesù Crocifisso.

Anche separato dai miei frati

Ho continuato ad essere fratello

a diffondere, pur in mezzo a incomprensioni e fatiche,

la gioia del Vangelo

e l’hanno accolto e capito i piccoli, i poveri, i lebbrosi

con i quali ogni giorno ho potuto dire a voce alta:

Io sono figlio di Dio, Dio abita in me…

 

E l’ho accolto e capito io,

diventato semente del Regno di Dio,

allo stadio in cui il seme muore, marcisce

per portare più frutto!

 

La mia ultima Messa

È stata il sacrificio di tutto me stesso

Sacrificio di ringraziamento al Padre

Stretto stretto a Gesù

Per amore fino alla fine.

Non aver paura

La mia lebbra profuma di Cristo

Le mie mani ti accarezzano

E, come posso,

ancora sorrido

perché Dio ti ama

e anch’io.

 

 

 


 

“CREDO

che Padre Daniele recitava a voce alta ogni mattina

con i suoi fratelli lebbrosi.

 

Io sono figlio di Dio.

Dio abita in me.

Posso essere tutto quello che desidero

perché Dio è il mio aiuto.

Non mi stanco mai

perché Dio è la mia forza.

Non sono mai ammalato e rattristato

perché Dio è la mia salute.

Non mi manca niente

perché Dio è il mio fornitore.

Proprio perché sono figlio di Dio,

sono unito alla Divina Presenza di mio Padre.

Io sono felice in tutto quello che intraprendo

perché il mio sapere e le mie conoscenze

aumentano in me ogni giorno che passa.

Amen.