settembre 2020

 

 

Venerabile Servo di Dio

 

Padre Daniele da Samarate

 

frate cappuccino missionario lebbroso

 

 

Cari amici,

Pace e Bene!

 

Il rispetto per gli altri si impara considerandoli. Le persone si conoscono perché si ascoltano. Un’immagine, una fotografia, parlano a chi le vede, ma il tessuto della vita quotidiana costruisce un’amicizia profonda, una stima e un amore che matura la fedeltà.

Nel Diario del Nostro padre Daniele, nel mese di settembre di cento anni fa, troviamo alcune note che ce lo fanno conoscere e apprezzare diremmo “sul campo”, nelle vicende personali e sociali di quei giorni.

Una prima annotazione riguarda la salute:

 

13 Lunedì.

Ho trascorso la giornata prostrato per la febbre e l’erisipela. Ho avuto la visita di Fra Eugenio.

 

La febbre con la sofferenza fastidiosa dovuta a un'infezione acuta della pelle, eppure anche in questo “abbattimento” una luce provvidenziale: la visita di un confratello.

 

Una seconda annotazione riguarda un fatto che padre Daniele racconta e sul quale prende posizione:

 

16 Giovedì.

L’arabo Mamede è stato colpito accidentalmente ai reni da una pallottola sparata da un ragazzo. È di una certa gravità, anche se non sembra mortale.

Ieri

Alle 4 del pomeriggio il ricoverato Mamede di nazionalità Africana, arabo di religione, è stato raggiunto da un colpo di spingarda sparato per caso dalla mano di un ragazzo pure lui ricoverato. Non sembra grave.

Il ragazzo, autore dello sparo accidentale, per determinazione dell’Amministratore è stato rinchiuso nella cella dove dovrà rimanervi per alcuni giorni. È una barbarità, perché è innocente. Oltre tutto, il ragazzo è ammalato e con la prigione peggiorerà molto!! È uno zelo indiscreto. Quanti meritano la prigione e non ci vanno, e ora per un ragazzo innocente, solo perché il fatto ha avuto ripercussione là fuori, si fa tutto questo rumore.

 

Si invoca spesso giustizia. Ma quale giustizia si può realizzare se sotto questo nome si nasconde la vendetta, “uno zelo indiscreto” (dovuto alla eco che il fatto aveva avuto fuori dal lebbrosario). La giustizia è il primo gradino dell’amore, se no è una “barbarità” che si riveste di legalità.

Non manca a padre Daniele una corretta lettura del fatto e una decisa presa di posizione di chi è più debole e innocente: un ragazzo lebbroso.

 

Una terza e ultima nota riguarda un ospite, un sacerdote, accolto da padre Daniele nel lebbrosario:

 

30 Giovedì.

Purtroppo la condotta del Canonico Ulisse Pennafort sta dando i risultati che temevo. Conversazioni insensate e a volte indecenti e che riflettono la mancanza di rispetto verso i suoi Superiori gerarchici, e diffamano i colleghi di ministero, scandalizzano perniciosamente i poveri ammalati, che si allontanano sempre di più dalla pratica della religione.

È orribile (secondo quanto dicono gli ammalati) quello che esce dalla bocca di quell’uomo. Nemmeno per il fatto di essere provato dalla forte mano di Dio con la terribile malattia, si corregge dai suoi difetti.

Ho già chiesto tanto e continuerò a chiedere per la conversione di questo infelice sacerdote, anche per obbedire al precetto di N. Signore: Pregate per coloro che vi perseguitano e calunniano.

 

La contro testimonianza di un prete che scandalizza con le sue parole e il suo comportamento i poveri ammalati. Che cosa può fare il nostro Povero Lebbroso: prega e perdona.

Non mi pare poco: il Signore sulla croce prega e perdona. Chi più di Dio ha a cuore il bene dei suoi figli, anche dei più disgraziati? Il discepolo di Gesù questo fa e così il Maestro continua a cercare e prendere sulle spalle la pecora perduta.

 

Se mi hai letto fin qui… Grazie! Desidero soltanto che padre Daniele sia conosciuto non solo per l’immagine del suo volto e per le fotografie storiche, ma sia conosciuto, stimato ed amato per quello che è… per quello che ha vissuto nel suo percorso di santità.

Per me è un grande fratello e amico, è vivo.

 

fra claudio todeschini

 


Preghiamo insieme

"Non c’è Giustizia senza Perdono" (S. Giovanni Paolo II)

 

Costituirò tuo sovrano la pace,

tuo governatore la giustizia.

Non si sentirà più parlare di prepotenza nel tuo paese,

di devastazione  e di distruzione entro i tuoi confini.

Tu chiamerai salvezza le tue mura

e gloria le tue porte.

Il sole non sarà più la tua luce di giorno,

né ti illuminerà più

il chiarore della luna.

Ma il Signore sarà per te luce eterna;

saranno finiti  i giorni del lutto. (Isaia 60,17-20)

 

 

 

 

Vicepostulazione delVenerabile Servo di Dio

Padre Daniele da Samarate

* viale Piave, 2 – 20129 Milano

* via Cappuccini, 8 – 24121 Bergamo