giugno 2019


Giugno 2019

In viaggio


 

 

Carissimi Amici

Pace e bene.

 

Nel tempo la Provvidenza ha suscitato un grande numero di persone che si sono dedicate con amore ai piccoli, ai poveri, agli orfani, agli ammalati… in luoghi e modi diversi, ma sempre con gli occhi aperti su chi riflette l’immagine di Gesù.

Sono sorte, perciò, istituzioni e associazioni, case e scuole, ospedali e ambulatori… dove la carità è fiorita e si è moltiplicata.

Il bene trova sempre, però, chi lo contrasta e lo insidia…

Sentite che cosa accadde nella nostra Missione brasiliana nel 1911.

 

Circolava la voce che si stava costituendo in Brasile una società laica che, per legge speciale, avrebbe acquistato tutti i conventi e case religiose di proprietà del Governo, per adibirli a scopi profani. Il superiore regolare, padre Stefano da Sesto S. Giovanni, vedeva in pericolo la residenza del convento del Carmo di São Luís do Maranhão (il cuore della presenza cappuccina), questo era infatti di proprietà del Governo Federale ed era stato dato in uso ai missionari. Ben informato e con le necessarie facoltà, nel luglio 1911 comunica a tutti i frati che si recherà a Rio de Janeiro per l’acquisto del convento del Carmo e che padre Daniele gli farà da segretario. (Padre Daniele da circa tre anni era lebbroso, anche se i segni della malattia non erano ancora evidenti).

 

In viaggio verso Rio de Janeiro

 

Il 25 luglio il viaggio incomincia. Dal Pará al Maranhão sul Vapore Alagoas in compagnia... del mal di mare. Da São Luís si punta verso il Ceará. Un ritornello caratteristico compare nel Diario (diventato Diario di viaggio): «Abbiamo trovato i frati in buona salute». Quindi si fa tappa a Natal, a Recife, dove acquistano l’indulgenza del Perdono di Assisi; quindi a Bahia, presso i cappuccini abruzzesi «molto ospitali». La navigazione è rallentata da «mare grosso e vento forte» presso le isole Abrolhos. Finalmente l’8 agosto a Rio. Il giorno seguente sbarcano e sono ricevuti «molto bene» dai cappuccini del convento di S. Sebastiano e subito iniziano i contatti per trattare l’affare del convento del Carmo.

 

Il caso del convento del Carmo è positivamente risolto

 

Contatti e documenti conducono al Procuratore generale del Tesoro, che lascia «intuire buone prospettive. Deo gratias». I frati minori accolgono padre Stefano e padre Daniele «con moltissima cordialità». Il 18 agosto, «durante il pranzo» arriva la «bella notizia che il caso del convento del Carmo era stato positivamente risolto in nostro favore». I contatti con il Maranhão sono immediati per ottenere i soldi necessari all’acquisto. Finalmente il 23 agosto si conclude «la registrazione pubblica». Negli intervalli i nostri frati hanno la possibilità di salire al Corcovado «da dove si gode un panorama stupendo».

Al mattino presto del 24 agosto troviamo padre Stefano e padre Daniele all’altare della Madonna Aparecida, certamente per un debito di riconoscenza verso la Madre di Dio; quindi a S. Paolo e di nuovo a Rio. A Nicteroy i nostri frati hanno «l’onore di incontrare e ossequiare il Presidente Hermes da Fonseca». Infine a Rio per «accommiatarci da tutti gli amici» e giovedì 31 agosto l’imbarco per far ritorno al nord.

 

Il ricordo di un confratello

 

Dopo molti anni, (padre Daniele starà vivendo gli ultimi mesi della sua vita), padre Giuseppe da Castrogiovanni, un missionario cappuccino che nel 1911 era il superiore nel convento di Rio de Janeiro, ricorderà l’incontro con il Nostro: «Padre Daniele era molto giovane, una simpatica figura di Cappuccino, cui riluceva sulla fronte la francescana letizia delle anime rette. Sempre sorridente, sincero ed aperto nella conversazione, si amava molto lo stare con lui. Sebbene lombardo, con noi meridionali parlava il gaio dialetto napoletano come un autentico cittadino di Napoli e ci divertiva un mondo raccontandoci nelle ore di ricreazione comune aneddoti faceti. Non si manifestava ancora apertamente, eppure la terribile malattia della lebbra aveva già le radici nel suo sangue, perché sentiva spesso prurito sulla sua pelle fino da quando aveva prestato il suo ufficio caritatevole di cappellano nella lebbroseria di Belém do Pará».

 

Il ritorno a “casa”

 

Padre Stefano e padre Daniele riprendono il viaggio. Di tappa in tappa si avvicinano a “casa”. Si ripete il noto ritornello: «In convento abbiamo rivisto i frati, tutti in buona salute. Deo gratias». Da Fortaleza raggiungono in treno e poi a cavallo la città di Castro; poi a Canindé. Padre Daniele annota nel Diario: «Ho celebrato (pro me) la messa votiva di S. Francesco nel santuario di Canindé». Quello era il luogo della sua prima Messa!

Si ritorna a Fortaleza e dopo alcuni giorni con il «Vapore Brazil» si dirigono verso il Maranhão. Il 30 settembre finalmente i nostri due frati giungono a São Luís. Domenica 15 ottobre «nella chiesa del Carmo si è celebrata una S. Messa solenne in ringraziamento alla Divina Madre per il riuscito acquisto del convento del Carmo, in barba a tutte le perverse mene anticlericali. Alla Messa era presente tutta la società maranhense», così padre Daniele scrive nel Diario.

Con il «Vapore Olinda» padre Daniele ritorna nel Pará e la sua prima annotazione è: «Ho trovato tutti i Frati un buona salute: Deo gratias».

 

            Benedetti questi viaggi coraggiosi… come non ammirare il nostro padre Daniele che obbediente, disponibile e cordiale offre la sua collaborazione nella fatica e nella gioia?

 

fra claudio todeschini

 


Preghiamo insieme

Signore Gesù,

io credo che Tu sei il Buon Pastore

e ti prendi cura del tuo gregge.

Tu hai camminato molto sulle strade della Palestina

per raggiungere anche i più lontani

e donare a tutti la tua pace.

Ora ti invito a viaggiare con me.

Io credo che tutte le mie strade sono davanti a te

e la mia vita è nelle tue mani.

Non ho paura del pericolo

perché tu mi accompagni

e mi chiedi di essere

ovunque

un tuo fedele discepolo.

Grazie, Signore!