marzo 2019


Marzo 2019

Relazioni


 

Amici carissimi,

Pace e Bene.

 

Solitamente i primi mesi dell’anno sono caratterizzati da consuntivi e preventivi. E’ ciò che faceva sempre padre Daniele, inviando le sue Relazioni al padre Generale a Roma e ai Ministri dell’Interno, della Giustizia e della Pubblica Istruzione a Belém.

Siamo alla fine di gennaio 1911 quando il superiore della Colonia do Prata trasmette le sue note a padre Pacifico da Seggiano.

 

1. Bollettino medico

Padre Daniele ricorda i tentativi fatti per curare la sua «logora salute». Al suo rientro in Brasile aveva dovuto assoggettarsi ad un “rigoroso trattamento di 8 mesi circa, dopo i quali dovute alle sollecite e caritatevoli cure delle nostre Suore, potei sentire dei miglioramenti considerabili, al punto da trovarmi quasi ristabilito. Naturalmente lo stato di mia salute non mi permetteva di svolgere tutta la mia attività nel ministero, tuttavia aiutato dall’instancabile ed operoso P. Giosuè da Monza, colla grazia di Dio abbiamo potuto far sempre qualche cosa”.

 

2. «Un anno di grandi successi»

Padre Daniele ne fa l’elenco. Innanzi tutto la visita di padre Camillo da Albino, occasione per il visitatore di «vedere il lavoro sì materiale che spirituale che noi abbiamo qui, lavoro che stante il piccolo numero di operai che siamo, è forse oltre misura». In secondo luogo si è potuto ultimare una seconda chiesa dedicata a S. Isidoro, patrono degli agricoltori. «Può immaginare quanti lavori vi siano in una Colonia agricola! E tutti questi son diretti esclusivamente da noi». Terzo grande successo: «Dopo tanto tempo abbiamo potuto ultimare anche il nuovo e grandioso edifizio per l’istituto maschile, il quale fin dal principio funzionava in baracche di legno e fango». Il Governatore João Coelho, in visita alla Colonia con alcuni suoi ministri per inaugurare ufficialmente la nuova costruzione, ispezionando i lavori in corso ed esaminati gli alunni, «dichiarò in pubblico di essere soddisfattissimo di tutto». Quanto è stato fatto (precisamente padre Daniele lo definisce «poco») si è realizzato «coll’aiuto della divina grazia».

 

3. L’impegno e lo stile educativo

Siamo già a marzo del 1911 quando il direttore della Colonia licenzia il testo della Relazione per i Ministri del Governo di Belém. Possiamo fissare qualche appunto in margine al testo.

Si nota uno stile di collaborazione tipico della fraternità cappuccina: «Gli alunni che non frequentano la lezione di musica, sono incaricati della pulizia della casa, del giardino, dell’orto, della cucina, dei dormitori, dei refettori e di altre parti della casa, prestando notevoli servizi e aiutando con il loro lavoro la nostra economia, visto che ho potuto fare a meno di impiegati domestici».

A proposito dell’istituto femminile, padre Daniele mette in risalto le opere delle suore Cappuccine. «L’ordine, il buon gusto e la disciplina che regnano in quell’ambiente, meglio di me tessono il meritato elogio delle Suore... Consapevoli che è sublime la missione che la donna esercita nella società moderna, le Suore usano tutti i mezzi perché le alunne raggiungano questa meta».

Analogamente a quanto indicato come linea pedagogica per i fanciulli, così avviene anche per le ragazze. «I lavori interni della casa sono a carico delle alunne, sotto la direzione di una Suora. Sono loro che preparano i vestiti per loro e per i bambini; fanno da mangiare, lavano e stirano non solo la loro biancheria, ma anche quella degli alunni». Questa impostazione educativa rende corresponsabili anche i più giovani nella conduzione della Colonia. «Così può vedere la grande economia che faccio, non assumendo impiegati domestici, avendo soltanto una donna incaricata della portineria e di alcune incombenze».

 

4. Circa il matrimonio e la famiglia

Sappiamo quanto padre Daniele tenesse al matrimonio e alla famiglia, ora vede i frutti conseguenti agli anni di intenso lavoro. «Si notano sempre di più le salutari direttive della buona educazione impartite dai nostri Istituti. La buona morale e il buon comportamento, la condotta esemplare che hanno nella vita pubblica le alunne che si sono già sposate, il loro corretto modo di procedere, il loro disinvolto agire negli affari domestici, hanno motivato i ragazzi, non solo dell’Istituto, ma anche dei nostri abitanti, a scegliere di preferenza come loro mogli le educande dell’Istituto. Non posso lasciare di confessare che sento una grande soddisfazione a questo rispetto, perché vedo che si realizza il fine per il quale sono state costruite le case sotto la mia direzione».

 

5. «Grazie alla Divina Provvidenza»

Avviandosi alla conclusione padre Daniele offre all’autorità competente una valutazione sui risultati ottenuti. «Da ciò si può apprezzare il risultato che ha già dato l’educazione dei nostri Istituti, in un breve spazio di tempo, e il grande beneficio che il sempre benemerito Governo di questo grande e glorioso Stato, ha diffuso nelle classi povere e sfortunate, non solo dando le luci dell’istruzione, la base della civiltà, a questo gruppo di bambini senza pane e senza casa, ma anche dando una professione agli alunni; una protezione, per mezzo del matrimonio, alle orfane e abbandonate, e, in una parola, costruendo un futuro felice a ognuno di loro».

E come si poteva non ricordare che il tanto sospirato istituto maschile era stato finalmente inaugurato. Ma grazie a chi? Lo si deve scrivere anche alle autorità dello Stato. «Grazie alla Divina Providenza, possiamo finalmente vedere terminati i lavori del grande e maestoso edificio della sezione maschile, che fin dalla fondazione della Colonia, funzionava in baracche provvisorie e senza i locali esigiti da un istituto di tal portata».

La prospettiva, nonostante tutto, è verso la crescita: nuovi vagoni; una nuova officina... «assoluta e improrogabile necessità» di installare una segheria; terreni da offrire alle famiglie; aprire nuove vie per le comunicazione e il commercio... «per migliorare l’andamento di tutto».

 

Fa un certo effetto leggere queste Relazioni in tempi in cui la disoccupazione cresce e il mondo del lavoro sembra regredire a forme di quasi schiavitù… quando la parola forse più ripetuta è “crescita”… Forse oggi resta più in ombra l’azione della Divina Provvidenza, ma c’è!

 

fra claudio todeschini

 

NB

 * Con la grazia di Dio abbiamo potuto far sempre qualche cosa, anche se è “poco”, si è realizzato coll’aiuto della divina grazia.

 * Grazie alla Divina Providenza!

 


Preghiamo insieme

Preghiamo con il Venerabile padre Daniele

 

* Abbandonati alla Provvidenza e ripeti spesso:

Fiat voluntas Dei in omnibus [Sia fatta in tutto la volontà di Dio].

 

* Non dimenticare di invocare la Vergine Maria, nostra madre:

MSMP, Maria sit mihi propitia [… Maria, fammi compagnia…].

 

* Quando hai preso i tuoi impegni e ti disponi ad obbedire al Signore:

Sic faciem quotidie, ita Deus me adiuvet [Farò così ogni giorno e Dio mi aiuti].