gennaio 2021

 

Venerabile

PADRE DANIELE DA SAMARATE

frate cappuccino missionario lebbroso

 

 

Gennaio 2021

 

                     Cari amici,

      sono passati cent’anni da quando “un povero frate lebbroso” apriva la sua penultima agendina e scriveva così:

 

Anno Domini

1921

 

Nel nome di N. Signore Gesù Cristo comincia l’anno 1921

con una speranza di miglioramento per i poveri Lebbrosi.

 

Il filo della “speranza di un miglioramento” raggiunge anche noi che stiamo vivendo l’esperienza e la prova della pandemia. Un filo che cogliamo volentieri dalle mani di padre Daniele, al quale ci aggrappiamo stretti per non farci travolgere dalla paura, dallo scoraggiamento e da un triste e improduttivo lamento.

 

Incomincia il 2021, un Anno del Signore, non è un nostro possesso, ma sempre un dono, perciò ve lo auguro pieno di benedizioni.

Anche nella fatica e nella difficoltà si vive, non ci si lascia vivere e il nostro carissimo amico che ha percorso la terra e ora percorre il Cielo, padre Daniele, ci accompagna fraternamente.

 

A Tucunduba, nel lebbrosario, il nuovo anno incomincia con la presa di possesso di un nuovo Amministratore, dopo rivolte e scioperi che avevano portato alla sostituzione del precedente (incompatibile con i ricoverati… temperamento vendicativo di cui i Lebbrosi temevano le conseguenze).

Non c’è vaccino per la lebbra e padre Daniele lo sa, perciò con molto realismo scrive: Sono sempre di più oppresso dalla malattia che va seguendo il suo cammino di distruzione della mia povera carcassa (12 gennaio).

La superficialità, il mancato riconoscimento dell’amore di Dio, produce una ferita nel cuore di chi ha fatto per sette anni il cappellano del lebbrosario. “Nonostante gli inviti, c’era poca gente alla Messa” (16 gennaio). La pioggia era stata abbondante e si era formato molto fango… “Fosse almeno sempre per questo motivo o altro simile, avrebbero una scusa. Il peggio è che questi poveri ammalati non hanno e non vogliono capire la nozione dell’obbligo del precetto di ascoltare la Messa alla Domenica e nei Giorni comandati… Quanta ignoranza nelle cose di Dio e della propria salvezza!!!”. Il centro della speranza è in quel… poveri ammalati! Il cuore non si rassegna mai al peggio.

Padre Daniele avverte con profondo dolore la sua impotenza e la sua fragilità: Quando la malattia mi concedeva un po’ di sollievo e potevo svolgere maggiormente il ministero sacerdotale, c’era sempre un certo movimento religioso che consolava. Da quando sono peggiorato e non ho più potuto vigilare sulle povere pecorelle, queste sono rimaste in un certo abbandono. Ancor più, sono entrati lupi voraci che sono andati facendo un male immenso, allontanando i buoni dalla pratica dei doveri cristiani. Il buon pastore dà la vita per le sue “pecorelle” e le difende dai “lupi”… il lupo era proprio un sacerdote, il Canonico Ulisse, che teneva un pessimo comportamento in mezzo ai lebbrosi. “Questa è stata la mia maggior afflizione, tanto più quando considero che il peggiore dei lupi è un sacerdote!”. Il filo della speranza, però, si fa più forte e più luminoso: “Sia tutto per vostro Amore. So che è una prova in più che mi date, Mio Dio (e ben dura) nell’ultimo periodo della mia vita.

Miserere, Domine, animae sacerdotis tui!!! [Abbi pietà, Signore, dell’anima di questo tuo sacerdote] (Domenica 17 gennaio).

 

Alla fine di questo primo mese dell’anno, padre Daniele confessa: Mi sento molto abbattuto. La malattia mi maltratta in tutti i modi, con piaghe, infiammazioni… e dolori di ogni specie. Ma la “roccia” della fiducia non è scossa: Mio Cuore di Gesù, tutto soffro per vostro amore. Datemi sempre pazienza e gioia. Quindi aggiunge un invito che accettiamo come preziosa indicazione anche per noi, oggi: Servite Dominum in laetitiam. Amen (31 gennaio).

Più che correggere o tradurre dal latino, è bello tradurre nella vita un servizio gioioso al Signore nei fratelli.

 

E sia un anno così.

 

fra claudio todeschini

 

 


Preghiamo insieme

Preghiamo

Signore Gesù,

splendente di autorità e di amore come Pastore della Chiesa,

noi ti glorifichiamo per l’ardore, la bontà e la sapienza,

con cui tu eserciti il supremo compito

di Pastore della Chiesa e dei tuoi fedeli.

Nelle tue mani ci affidiamo completamente,

sicuri di trovare in te il buon Pastore,

che ci conduce alla salvezza,

facendoci passare dal peccato alla grazia,

dalla grazia alla santità perfetta.

Guida la tua Chiesa, Signore Gesù,

con il forte braccio di Dio onnipotente e, nello stesso tempo,

con la sua tenerezza e bontà.

Nei momenti di pericolo noi t’invochiamo,

nei momenti di gioia ti ringraziamo,

in ogni tempo celebriamo

la tua mistica presenza in mezzo a noi come pastore della Chiesa.

Suscita per il tuo popolo santi pastori,

che abbiano il tuo cuore e rendano visibili a tutti

la tua potenza, la tua saggezza, il tuo amore.

Amen.

 

 

Vicepostulazione delVenerabile Servo di Dio

Padre Daniele da Samarate

* viale Piave, 2 – 20129 Milano

* via Cappuccini, 8 – 24121 Bergamo